Sicurezza e tollerabilità dello switch da cangrelor a ticagrelor in pazienti sottoposti ad intervento coronarico percutaneo
A cura della Dott.ssa Cristina Scavone
Cangrelor è un potente inibitore del P2Y12, somministrato per via parenterale ed autorizzato nel giugno 2015 dalla Food and Drug Administration (FDA) per la riduzione degli eventi cardiovascolari trombotici nei pazienti adulti con cardiopatia coronarica sottoposti a intervento coronarico percutaneo (PCI); l’autorizzazione del farmaco è stata supportata dai risultati del programma di studi clinici di fase 3 CHAMPION. Nonostante i risultati di tali studi abbiano mostrato l’accettabilità del profilo di rischio emorragico in pazienti trattati, dapprima, con cangrelor e, successivamente, con clopidogrel, permangono ancora dubbi circa il profilo di sicurezza dello switch ad un più potente inibitore del P2Y12.
 
È stato condotto uno studio monocentrico con lo scopo di valutare gli outcome di efficacia e sicurezza in pazienti trattati con cangrelor, sottoposti a PCI, e passati alla terapia a base di ticagrelor.
 
Dal novembre 2015 al gennaio 2017, in accordo ai dati riportati nei registri di dispensazione di farmaci di un centro di cura terziaria, 146 pazienti hanno ricevuto la terapia a base di cangrelor (22 esclusi dall’indagine finale). Sono stati raccolti tutti i dati relativi a pazienti trattati, dapprima, con cangrelor e, successivamente, con clopidogrel (n=42) o ticagrelor (n=82), inclusi i dati relativi alla mortalità intra-ospedaliera, trombosi da stent a 48 ore, trasfusioni e rischio di eventi emorragici a 48 ore.
Non sono state riscontrate differenze tra i pazienti passati alla terapia con clopidogrel o ticagrelor per quel che concerne l’età, il sesso, l’indice di massa corporea e dati anamnestici, inclusi un precedente infarto miocardico, ictus, diabete e scompenso cardiaco. In entrambi i gruppi, la maggior parte dei pazienti è stata sottoposta a PCI con stent medicato per sindrome coronarica acuta. Nessun paziente ha ricevuto una terapia concomitante a base di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa. La trombosi da stent entro 48 ore è risultato un evento raro, presentatosi in un solo paziente trattato con ticagrelor. Gli eventi emorragici sono, invece, comparsi nel 20% dei pazienti che hanno effettuato lo switch a ticagrelor e nel 29% dei pazienti passati alla terapia con clopidogrel; nessuno di tali eventi è risultato grave né pericoloso per la vita. Complessivamente il 10% dei pazienti trattati con ticagrelor e il 21% di quelli trattati con clopidogrel ha richiesto almeno una trasfusione. Fra i pazienti passati alla terapia con ticagrelor, la maggior parte (65%) ha ricevuto una dose di carico orale durante l’infusione di cangrelor, il 23% dopo l’infusione e il 12% prima dell’infusione. Per quel che concerne, invece, i pazienti trattati con clopidogrel, il 71% una ricevuto una dose di carico orale dopo l’infusione di cangrelor, il 19% durante l’infusione e il 10% prima della stessa.
 
In questo studio monocentrico, condotto in condizioni di real world practice, una elevata percentuale di pazienti, trattati con cangrelor nel corso di PCI, è passato alla terapia con ticagrelor. I tassi di trombosi da stent e di sanguinamenti gravi/pericolosi per la vita sono risultati bassi e paragonabili a quelli identificati nel corso del programma di studi clinici CHAMPION, nonostante l’utilizzo di inibitori P2Y12 orali più potenti.
 
I pazienti selezionati per ricevere il clopidogrel hanno mostrato tassi di rischio ischemico e di sanguinamento più elevati rispetto ai pazienti passati alla terapia con ticagrelor. I fattori che influenzano la scelta di una terapia antiaggregante, quali la personale preferenza del clinico, il rischio emorragico percepito, i costi, la compliance nonché il profilo di tollerabilità, possono rappresentare un fattore di confondimento per il rischio stimato nei pazienti trattati con clopidogrel. Sono in supporto di tali ipotesi le variazioni osservate per quel che concerne i tempi di somministrazione della dose di carico degli inibitori orali P2Y12. A tal proposito, considerati i potenziali fenomeni di interazione tra farmaci nonché i meccanismi di competizione per il sito di legame, è generalmente raccomandato di somministrare clopidogrel e prasugrel solo dopo il completamento dell’infusione di cangrelor.
Considerate le limitate evidenze ad oggi disponibili sul tema, sono necessari ulteriori dati provenienti da ampi studi clinici multicentrici, randomizzati e non, con follow-up di lunga durata al fine di fornire informazioni utili sullo switch tra farmaci antiaggreganti e sul rischio emorragico ad essi associato. In  conclusione, i dati forniti dal presente studio, sebbene provenienti da un singolo centro partecipante, hanno fornito risultati rassicuranti circa la sicurezza e la tollerabilità dello switch da cangrelor ad un più potente inibitore orale del P2Y12, ticagrelor, nella pratica clinica.
 
Conflitti di interesse: il Dr. Bhatt ha fatto parte dell’Advisory Board di Cardax, Elsevier Practice Update Cardiology, Medscape Cardiology, Regado Biosciences, Boston VA Research Institute, Society of Cardiovascular Patient Care; è stato Presidente di American Heart Association Quality Oversight Committee, ha fatto parte del Data Monitoring Committees di Duke Clinical Research Institute, Harvard Clinical Research Institute, Mayo Clinic, Population Health Research Institute; ha ricevuto fondi da American College of Cardiology, Belvoir Publications, Duke Clinical Research Institute, Harvard Clinical Research Institute, HMP Communications, Journal of the American College of Cardiology, Population Health Research Institute, Slack Publications, Society of Cardiovascular Patient Care, WebMD.
 
Riferimento bibliografico:
Badreldin HA, Carter D, Cook BM, Qamar A, Vaduganathan M, Bhatt DL. Safety and Tolerability of Transitioning from Cangrelor to Ticagrelor in Patients Who Underwent Percutaneous Coronary Intervention. Am J Cardiol. 2017 May 10.
Ultimo aggiornamento: 02.07.2017
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