Rischio cardiovascolare e controllo dell’ipertensione in Italia. Dati dal World Hypertension Day 2015
A cura della Dott.ssa Maria Teresa Galiulo e del Dott. Marco Tuccori
In Europa, le problematiche cardiovascolari rimangono una delle principali cause di morte prematura e di disabilità. Questo si deve sia all’alta incidenza delle patologie cardiovascolari, sia alla concomitante riduzione degli eventi coronarici letali a cui segue un incremento degli individui che convivono con un sistema cardiovascolare danneggiato. Abitudini poco sane contribuiscono fortemente all’insorgenza e alla permanenza dell’ipertensione arteriosa, condizione che ha effetti dannosi e cumulativi a carico dei vasi sanguigni e degli organi.
 
L’obiettivo di questo studio è quello di fornire nuovi dati sulla situazione di rischio cardiovascolare in Italia, specialmente in individui giovani su cui le strategie di prevenzione possono essere più efficaci. 

Nel corso della “XI giornata contro l’ipertensione”, promossa dalla World Hypertension League e dalla Società Italiana dell’Ipertensione, sono state predisposte in tutte le città italiane delle aree per la consulenza e per la misurazione della pressione. Ai soggetti interessati a partecipare all’iniziativa è stato chiesto di compilare un questionario anonimo con i valori della pressione arteriosa. In accordo con gli standard della Società Europea dell’Ipertensione (ESH), sono state effettuate tre misurazioni consecutive della pressione e la pressione arteriosa finale è stata calcolata come il valore medio derivante dalle tre. In caso di alta pressione (sistolica ≥140 mmHg e/o diastolica ≥ 90 mmHg), il paziente è stato indirizzato al proprio medico di famiglia o in casi appropriati al pronto soccorso. Informazioni demografiche come quelle sulla prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare sono stati estrapolati dal questionario. Il rischio cardiovascolare è stato calcolato tramite una versione modificata dell’Indice Sistematico di Valutazione del Rischio Coronarico (SCORE). I dati qualitativi e categorici riguardanti malattie croniche del rene (CKD) e i livelli di colesterolo sono stati raccolti come risposte si/no. Il rischio cardiovascolare e la previsione a 10 anni del rischio di morte per cause cardiovascolari sono state categorizzate in: molto alto (rischio≥10%), alto (5-9%), moderato (1-4%), basso (<1%). E’ stato ottenuto il consenso informato da ognuno dei partecipanti in accordo con la Dichiarazione di Helsinki. Tra i limiti dello studio si annoverano possibili bias di selezione dovuti al metodo di reclutamento e una scarsa accuratezza delle informazioni ottenute. L’analisi statistica è stata condotta utilizzando il software R versione 3.2.4 (R Foundation for Statistical Computing) e le variabili continue sono state espresse come valore medio ± deviazione standard (SD) o mediana o range, mentre le variabili categoriche sono state espresse come valore assoluto o percentuale. Il test χ2 di Pearson con la correzione di Yates per la continuità sono stati utilizzati per analizzare le variabili categoriche. 

La popolazione in studio comprende 8657 individui (43% donne, età 56.68 ± 16 anni), con valori medi di pressione sistolica e diastolica rispettivamente di 133/80 ± 18/10 mmHg. Valori elevati di pressione sono stati riscontrati nel 36% dell’intero campione (3099 individui, 42% negli uomini e 28% nelle donne). Il 27.1% degli intervistati ha dichiarato di essere iperteso in terapia con antiipertensivi, il 4.5% è iperteso senza controllo farmacologico sulla pressione, 36.9% ha dichiarato di essere normoteso, il 4.1% non è a conoscenza dei propri valori pressori mentre le risposte mancanti sono state il 27.3%. Sono stati trovati valori di pressione alta rispettivamente nel 28%, 48%, 60% degli individui normotesi, ipertesi in trattamento, ipertesi senza trattamento e nel 36% degli individui non a conoscenza della loro pressione. Per quanto riguarda i fattori di rischio cardiovascolari, la prevalenza dei fumatori si è dimostrata alta (21% del campione totale e 26% nei soggetti con meno di 50 anni), seguita da un 26% di dislipidemici. Il rischio cardiovascolare è risultato “molto alto” per il 17%, “alto” per il 9% e “moderato” per il 47% della popolazione in studio. Dividendo la popolazione per età in tre sottogruppi (40-49, 50-59, 60-69 anni) si è trovato un rischio per ogni sottogruppo rispettivamente: basso nel 62.4%, 18%, 0%; rischio moderato nel 26.0%, 66.0%, 62.5%; un rischio alto/molto alto nel 11.6%, 16%, 37.4% (p<0.0001 più anziani vs più giovani). Essere un fumatore è stato il principale fattore di rischio cardiovascolare nel sottogruppo 40-49 anni, mentre l’ipertensione è stato il fattore principale nell’intero campione e nel gruppo over50 (36% e 42% rispettivamente). I risultati ottenuti mostrano che il rischio cardiovascolare è elevato, anche in età relativamente giovane, principalmente a causa di fattori di rischio modificabili. Infatti, i soggetti giovani in cui il rischio cardiovascolare assoluto è basso, sono quelli in cui i potenziali benefici derivanti dalle modifiche allo stile di vita sono maggiori.

In questo campione di popolazione Italiana, il rischio cardiovascolare si è mostrato particolarmente elevato, indipendentemente dall’età e principalmente per la presenza di fattori di rischio modificabili inclusa l’ipertensione. E’ necessario un maggiore sforzo per migliorare la compliance del paziente alle terapie farmacologiche antiipertensive e per sensibilizzare la popolazione al cambiamento dello stile di vita.
 
Parole chiave: Ipertensione, fattori di rischio cardiovascolari, SCORE index, World Hypertension Day
 
Conflitto di interessi: nessun conflitto di interessi.
 
Riferimenti bibliografici: Torlasco C, Faini A, Makil E, Ferri C, Borghi C, Veglio F, Desideri G, Agabiti Rosei E, Ghiadoni L, Pauletto P, Pontremoli R, Stornello M, Tocci G, Galletti F, Trimarco B, Parati G; Council of the Italian Society of Hypertension. Cardiovascular risk and hypertension control in Italy. Data from the 2015 World Hypertension Day. Int J Cardiol. 2017 Apr 7.
Ultimo aggiornamento: 02.07.2017
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