SOX17 Regulates Conversion of Human Fibroblasts into Endothelial Cells and Erythroblasts via De-Differentiation into CD34+ Progenitor Cells
A cura del Dott. Federico Corti (Yale Cardiovascular Research Center)
Autori
Zhang L, Jambusaria A, Hong Z, Marsboom G, Toth PT, Herbert B-S,
Malik AB, Rehman J
 
Nome rivista
Circulation
 
Anno
2017
 
Volume
In press
 
Pubmed ID/DOI
PUBMED ID: 28381471
DOI: 10.1161/CIRCULATIONAHA.116.025722
 
Link
http://circ.ahajournals.org/content/early/2017/04/05/CIRCULATIONAHA.116.025722.1.long
 
Valutazione dell’articolo
Da leggere
 
Riassunto dei principali risultati descritti nel lavoro
Lo studio identifica una nuova subpopolazione di fibroblasti de-differenziati derivanti dal trattamento di fibroblasti umani con i fattori di “Yamanaka”. I fibroblasti “progenitrici” esprimono alti livelli di CD34 e possono essere convertiti in cellule endoteliali o eritroblasti attraverso la modulazione del loro livello di SOX17 (un regolatore di trascrizione).  In particolare si osserva che l’overespressione di SOX17 promuove la specificazione di cellule endoteliali che mostrano profilo funzionale e trascrizionale molto simile a cellule endoteliali umane adulte. In maniera opposta, la repressione di SOX17 favorisci la linea eritropoietica e porta alla formazione di eritroblasti. Gli autori caratterizzano i fibroblasti de-differenziati su modelli in vivo usando topi immunodeficienti (NOD-SCID). I fibroblasti de-differenziati possono generare cellule endoteliali e formano vasi capillari funzionali nel modello di Matrigel in vivo. Si osserva anche la formazione di nuovi eritrociti. Infine, in un modello di infarto miocardico l’iniezione dei fibroblasti de-differenziati nell’area ischemica migliora i vari parametri funzionali e morfologici cardiaci in seguito a infarto.
 
Opinione
Lo studio identifica un punto di biforcazione in cui fibroblasti de-differenziati (con fattori di “Yamanaka”) possono essere riprogrammati verso la formazione di cellule endoteliali o eritroblasti. In particolare, le nuove cellule endoteliali mostrano la capacità di formare vasi capillari maturi in vivo che risultano efficaci nel prevenire il rimodellamento cardiaco post-infarto e migliorare la funzione cardiaca. Un vantaggio di tale approccio rispetto all’uso di cellule pluripotenti è la riduzione del rischio di formazione di teratomi, come spesso osservato in altri studi. Lo studio suggerisce un nuovo approccio terapeutico nel trattamento post-infarto ma dovrà essere esteso con un numero maggiore di modelli preclinici.
Ultimo aggiornamento: 05.05.2017
Disclaimer - Ricezione pubblicazioni SIF - Sostieni la Ricerca - Chi siamo