Hallmarks of Alzheimer's Disease in Stem-Cell-Derived Human Neurons Transplanted into Mouse Brain.
A cura della Dott.ssa Elena Marcello (Università degli Studi di Milano - La Statale; Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari)
Autori
Espuny-Camacho I, Arranz AM, Fiers M, Snellinx A, Ando K, Munck S, Bonnefont J, Lambot L, Corthout N, Omodho L, Vanden Eynden E, Radaelli E, Tesseur I, Wray S, Ebneth A, Hardy J, Leroy K, Brion JP, Vanderhaeghen P, De Strooper B.
 
Nome rivista
Neuron
 
Anno
2017
 
Volume
93
 
Pubmed ID/DOI
doi: 10.1016/j.neuron.2017.02.001.
 
Link
http://www.cell.com/neuron/fulltext/S0896-6273(17)30058-2?_returnURL=http%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0896627317300582%3Fshowall%3Dtrue
 
Valutazione dell’articolo
Consigliato
 
Riassunto dei principali risultati descritti nel lavoro
Lo scopo dello studio di Espuny-Camacho e collaboratori è di creare un nuovo modello di malattia di Alzheimer (AD). Gli autori hanno trapiantato precursori neuronali derivati da cellule staminali totipotenti umane in un topo transgenico modello di AD. E' stata condotta una caratterizzazione dei neuroni umani quattro mesi dopo il trapianto e sono stati osservati segni di neurodegenerazione, come strutture distrofiche, accumulo di proteine presinaptiche e perdita di marker dendritici e postsinaptici. Sei mesi dopo il trapianto gli autori hanno rilevato una significativa morte dei neuroni umani per necrosi, che non era mai stata osservata nei modelli murini, in assenza di visibili grovigli neurofibrillari. Sei mesi post-trapianto, i neuroni umani esprimono la forma 4R di Tau, che è stata associata allo sviluppo di grovigli neurofibrillari, e otto mesi dopo il trapianto sono state osservate le forme di Tau iperfosforilate e con alterazioni conformazionali. Il trapianto di cellule iPSCs di un paziente con mutazione di Tau affetto da demenza frontotemporale rivela che queste cellule presentano una maggior predisposizione alla neurodegenerazione. L'analisi del trascrittoma delle cellule neuronali umane ha permesso di identificare classi di geni e RNA non-codificanti alterati nelle cellule trapiantate nei topi transgenici modello di AD.
 
Opinione
L'assenza di un modello animale di AD in grado di ricapitolare le caratteristiche della malattia è uno dei limiti per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Questo studio dimostra come le cellule umane abbiano un background genetico diverso a quelle murine, che porta a una risposta differente in presenza di amiloide. Questa chimera topo/uomo rappresenta un nuovo modello in vivo per lo studio dei meccanismi di AD, importante per comprendere se e come amiloide possa influenza Tau e il processo di neurodegenerazione.
Ultimo aggiornamento: 06.06.2017
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