Transgenic expression of human APOL1 risk variants in podocytes induces kidney disease in mice
A cura della Dott.ssa Alice Ossoli (Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari)
Autori
Beckerman P, Bi-Karchin J, Park AS, Qiu C, Dummer PD, Soomro I, Boustany-Kari CM, Pullen SS, Miner JH, Hu CA, Rohacs T, Inoue K, Ishibe S, Saleem MA, Palmer MB, Cuervo AM, Kopp JB, Susztak K.
 
Nome rivista
Nature Medicine
 
Anno
2017
 
Volume
23
 
Pubmed ID/DOI
PMID: 28218918 DOI: 10.1038/nm.4287
 
Link
https://www.nature.com/nm/journal/v23/n4/full/nm.4287.html
 
Valutazione dell’articolo
Consigliato
 
Riassunto dei principali risultati descritti nel lavoro
Scopo del presente lavoro è stato quello di valutare se le varianti G1 e G2 del gene che codifica per APOL1 espresse a livello del rene fossero non solo associate, ma causa diretta dello sviluppo di malattia renale. Recenti studi hanno individuato che in soggetti con le varianti G1 e G2, il rischio di sviluppare malattia renale cronica e insufficienza renale è di 3-5 volte superiore rispetto a soggetti con la variante G0.
Gli autori hanno creato topi che esprimono in modo inducibile e podocita-specifico una delle tre varianti di APOL1 osservate nell’uomo. Gli animali che esprimono le varianti G1 o G2 hanno sviluppato glomerulosclerosi e alterazioni ultrastrutturali a livello dei podociti. Inoltre, la severità della malattia renale in questi animali è risultata essere dipendente dai livelli di espressione genica di APOL1 nel tessuto renale; gli autori hanno confermato il dato anche nell’uomo, in cui livelli più elevati di trascritto sono risultati essere associati ad un GFR ridotto. Infine, nel presente lavoro è stato studiato il meccanismo molecolare alla base della malattia renale indotta dalle varianti di APOL1 evidenziando una colocalizzazione a livello degli endosomi podocitari, una ridotta autofagia e un aumento di apoptosi mediata dallo stato infiammatorio.
 
Opinione
L’associazione tra le varianti geniche di APOL1 e la malattia renale è stata scoperta già sette anni fa, ma il ruolo di queste varianti nello sviluppo della malattia renale è ad oggi sconosciuto e poco studiato. Il topo non esprime APOL1 e un modello animale in grado di riprodurre la malattia renale associata alle varianti geniche di APOL1 non era fino ad oggi disponibile. In questo studio, gli autori hanno generato un modello animale di malattia e dimostrato che le varianti G1 e G2 di APOL1 non sono solo associate, ma direttamente coinvolte nello sviluppo della malattia renale. APOL1 potrebbe quindi rappresentare un nuovo bersaglio terapeutico nei soggetti con le varianti G1 e G2 per prevenire e curare la malattia renale.
Ultimo aggiornamento: 06.06.2017
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