SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
SIF - INFORMA
Newsletter N°17 del 04 Maggio 2010
Sommario
- Il Prof. Marcello Tonini nel ricordo del Prof. Fabrizio De Ponti
- Proposta del Prof. Marcello Costa in ricordo del Prof. Marcello Tonini
- Premio “Paolo Guidetti” - Deadline 15 Maggio 2010
- Aggiornato il sito web Farmacovigilanza.org (30 Aprile 2010)
- Pubblicato il volume “Cardiotoxicity of non-cardiovascular drugs”
- Livello di cultura sugli antibiotici nella popolazione europea
- Magnetic targeting enhances engraftment and functional benefit of iron-labeled cardiosphere-derived cells in myocardial infarction
Dall’archivio della SIF:
- L’intervento del Prof. Tonini al 34° Congresso Nazionale della SIF (Rimini, 14-17 Ottobre 2009).
Dall’archivio del Prof. Francesco Clementi (Università di Milano) , che si ringrazia:
- Una seduta dell’Accademia Medica Lombarda a Milano. Il primo importante forum scientifico animato dai farmacologia milanesi (circa 1956).
N.B. Continua la presentazione di immagini relative ad eventi SIF che vedono la partecipazione di Soci. Tutti i Soci che volessero partecipare a questa iniziativa sono invitati a far pervenire alla Segreteria della SIF foto di eventi che riguardino vita ed attività della Società.
Il Prof. Marcello Tonini nel ricordo del Prof. Fabrizio De Ponti
Per tutta la sua carriera accademica, Marcello Tonini è stato ricercatore appassionato ed assiduo frequentatore del laboratorio, anche quando era un affermato professore universitario, cioè in una fase della vita in cui molti, probabilmente a torto, ritengono che il contatto con gli esprimenti non sia più indispensabile. Molti di noi colleghi lo conoscevano come lavoratore instancabile, entusiasta delle nuove idee che via via emergevano, ma anche come uomo che sapeva staccarsi dal suo ruolo di docente per vivere momenti di grande convivialità sia con i colleghi che con i più giovani membri del gruppo di ricerca.
In tutti i lunghi anni in cui la malattia si è fatta a più riprese sentire, qualche volta anche in maniera molto decisa, non gli è mai mancata una grande forza d’animo, che lo ha portato a fare progetti fino all’ultimo e a mantenere sempre gli impegni assunti.
Marcello può sicuramente essere annoverato tra coloro che hanno contribuito a diffondere anche in Italia uno spirito di rinnovamento, che tenesse conto del merito scientifico guadagnato sul campo.
A questo atteggiamento, hanno sicuramente contribuito i suoi numerosi e prolungati soggiorni in laboratori esteri di primo piano (Francia, Stati Uniti, Australia), che aveva visitato a più riprese e dove era noto a tutti per il suo atteggiamento costruttivo che teneva molto anche al rapporto personale.
Di tutte le sue esperienze, sicuramente quella australiana era stata una di quelle di cui narrava più volentieri non solo e non tanto per quello che aveva visto ed appreso, ma per lo spirito positivo che aveva respirato in quel paese, dove aveva trovato accoglienza fraterna. Un saluto da parte dei colleghi che sicuramente gli sarebbe molto gradito è: “Ciao Marcello, grazie per la vitalità e la passione per la ricerca che hai saputo trasmettere a tanti di noi”.
La proposta del Prof. Marcello Costa in ricordo del Prof. Tonini
Il Prof. Marcello Costa (Flinders University, South Australia), nel ricordare il Prof. Tonini, “che è riuscito ad essere sia un vero gentiluomo della vita accademica italiana che un amico per tante persone nella sua umanità più unica che rara”, propone di ricordarlo con una giornata-tributo alla sua vita ed al suo lavoro.
Premio “Paolo Guidetti”
E’ stato istituito a partire dall’anno 2008 un premio annuale di €1000 intitolato a Paolo Guidetti, apprezzato ricercatore prematuramente scomparso nel dicembre 2007. Laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche presso l’Università di Modena dove aveva iniziato la sua attività di ricerca con il Prof. Mario Baraldi, si era trasferito da più di quindici anni presso il Maryland Psychiatric Research Center di Baltimora (USA), dove ha compiuto importanti studi sulla Corea di Huntington, sotto la direzione del Prof. Robert Schwarcz.
Il premio verrà assegnato al miglior lavoro pubblicato nell’anno precedente nell’ambito della malattia di Huntington o di altre malattie neurodegenerative da un ricercatore italiano di età inferiore ai 40 anni che abbia trascorso o stia trascorrendo un periodo di studio e ricerca negli USA.
Il vincitore sarà designato da una commissione allo scopo nominata comprendente:
- Direttore in carica del CINSPAN
- Presidente in carica della Società Italiana di Farmacologia o suo delegato
- Direttore in carica del “Neuroscience Program - Maryland Psychiatric Research Center” di Baltimora
- Un rappresentante della famiglia Guidetti.
Il premio verrà consegnato ogni anno in occasione di una cerimonia prevista in data 5 giugno presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove Paolo Guidetti ha ricoperto per alcuni anni il ruolo di Professore a contratto.
Una copia del lavoro inviato per il premio dovrà pervenire in formato elettronico al Direttore del CINSPAN entro il 15 maggio di ogni anno, insieme al curriculum del candidato.
Aggiornato il sito web farmacovigilanza.org (30 Aprile 2010)
La Dott.ssa Alessandra Russo (Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina) informa che il 30 Aprile 2010 è stato aggiornato il sito web www.farmacovigilanza.org, in cui sono state affrontate diverse tematiche, tra cui “Scarsa efficacia ed aumento degli effetti collaterali con l’impiego di laropiprant + acido nicotinico”, “Insufficienza renale causata da farmaci” ed “Effetti cardiovascolari dei farmaci non cardiovascolari”.
Inoltre, sono state riportate diverse news delle Agenzie Regolatorie a livello mondiale, tra cui “Sicurezza dell’olio di pesce e degli acidi grassi omega-3. Autorità regolatoria australiana (TGA)”, “Yasmin (etinilestradiolo+drospirenone): aggiornamento sul rischio di tromboembolismo venoso. Agenzia Regolatoria dei Medicamenti e dei Prodotti per la Salute inglese (MHRA)”, “Possibile sviluppo di cancro alla prostata da Stalevo (entacapone/carbidopa/levodopa). FDA”, “Importanti informazioni su Exjade (deferasirox). FDA” ed “Incubi e alterazione dei sogni da ACE-inibitori. Lareb”.
Infine, dalla letteratura sono stati selezionati alcuni articoli, tra cui “Reazione di ipersensibilità da sulfasalazina”, “Eruzione micropapulare pruriginosa indotta da anastrozolo” e “Mezzi di contrasto a base di chelati di gadolinio impiegati nella risonanza magnetica cardiovascolare in pazienti con emoglobinopatie”.
Alla data del 3 maggio 2010, il sito ha superato 992.000 accessi diretti e il numero degli utenti registrati all’Area Servizi ha superato i 13.700 iscritti.
Pubblicato il volume “Cardiotoxicity of non-cardiovascular drugs”
Il Prof. Giorgio Minotti (Università Campus Bio-Medico di Roma), segnala l’uscita del volume Cardiotoxicity of non-cardiovascular drugs".
Ulteriori informazioni al seguente link:
Livello di cultura sugli antibiotici nella popolazione europea
Il Prof. Francesco Scaglione (Università di Milano) riporta quanto segue:
“In aprile 2010 è stato pubblicato da parte del “Public Opinion Analysis sector of the European commission” il risultato di una survey molto interessante sugli antibiotici
(http://ec.europa.eu/health/antimicrobial_resistance/eurobarometers/index_en.htm ).
In pratica si è voluto verificare come i consumatori europei sono informati su questa classe di farmaci.
Le interviste di questa indagine sono stati effettuati tra il 13 novembre e il 9 dicembre
2009, cioè prima e dopo la giornata di sensibilizzazione europea agli antibiotici.
Sono stati fatte interviste a cittadini di varia età ed estrazione sociale di 27 paesi Europei (Belgio,Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Irlanda, Italia,Cipro, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia,Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito)
L’intervista ha affrontato tre aree: l’uso di antibiotici, la conoscenza sugli antibiotici e l’esito delle campagne di sensibilizzazione sugli antibiotici.
Uso degli Antibiotici
Il 40% degli europei ha dichiarato di aver assunto antibiotici negli ultimi
dodici mesi, in forma di compresse, polvere o sciroppo. Tuttavia, questa media europea nasconde differenze piuttosto significative tra gli Stati membri. L’Italia è risultata al primo posto con il 57%, mentre la Svezia è ultima con il 22%. Allo stesso modo, contrariamente alle aspettative, i giovani nel gruppo di età 15-24 sono
quelli che maggiormente hanno preso antibiotici durante l'anno precedente.
È consolante comunque che oltre 9 europei su 10 (95%) hanno dichiarato di aver ottenuto antibiotici su prescrizione medica o direttamente da un medico. Solo il 3% degli intervistati li ha ottenuti senza prescrizione medica in farmacia e il 2% ha detto di aver usato qualche residuo di un precedente di trattamento.
Conoscenza degli Antibiotici
In quest’area il risultato è stato scoraggiante . Uno su cinque degli intervistati (20%) ha detto di aver preteso antibiotici per curare l'influenza ed il 14% ha detto di aver preso antibiotici per un raffreddore. Il dato italiano sull’influenza (23%) è simile alla media europea ma sul raffreddore i risultati sono più confortanti: solo il 7% degli italiani intervistati ha detto di aver preso antibiotici per il raffreddore, come gli inglesi ed i francesi. La Spagna è risultata la peggiore: influenza 32% e raffreddore 24% !!.
Per quanto riguarda l’attività degli antibiotici, gli intervistati meno propensi a sapere che gli antibiotici sono inefficaci contro i virus sono stati in Portogallo e Romania (dove solo il 14% ha dato la risposta giusta), Austria(17%), Malta (18%), Lituania (20%), Cipro (21%) e Bulgaria (22%).
Al contrario, la maggior parte dei paesi in cui gli intervistati sapevano che gli antibiotici sono inefficaci contro i virus tende (ancora una volta) a localizzarsi a nord dell'Unione europea: Svezia (73%), Finlandia e Francia (58%), Belgio(56%), Paesi Bassi e Danimarca (52%) e Gran Bretagna (50%).
Gli italiani con il 29% e gli spagnoli con il 23% sono risultati lontani dai cittadini europei più esperti.
Solo il 46% degli europei sa che “gli antibiotici sono inefficaci contro influenza e raffreddore”. I più informati tendono ad essere, come per la precedente dichiarazione, i paesi più a nord dell'Unione europea, come Finlandia (72%), Belgio (69%), Svezia (68%), Paesi Bassi (66%), Danimarca e Regno Unito (65%), così come Francia (64%) e Slovenia (63%). Gli intervistati meno informati provengono da paesi più meridionali dell’Unione europea: Portogallo (18%) e Cipro (23%), Austria (26%), Bulgaria (27%), Grecia e Romania (28%), seguiti da Ungheria e Lituania (29%). Gli italiani con il 49% si posizionano vicino alla media europea, ma non è consolante!
La grande maggioranza degli intervistati (83%) è a conoscenza che l’uso non necessario di antibiotici li rende inefficaci. I dieci paesi più informati sono: Svezia (97%), Danimarca (96%), Cipro, Slovenia e Malta (94%), Paesi Bassi (93%), Grecia e Finlandia (92%), Repubblica ceca (91%) e Slovacchia (90%). Gli intervistati meno informati su questo argomento sono in Estonia (78%), Ungheria (75%) Italia (65%) e Romania (57%). Su questo argomento le conoscenze non sono solo a nord, ma l’Italia si trova al penultimo posto!
Campagne di sensibilizzazione agli Antibiotici
Poco più di un europeo su tre (37%) ricorda di aver ricevuto negli ultimi 12 mesi informazioni contro l’assunzione inutile di antibiotici.
Gli intervistati in Francia (67%), Finlandia (60%), Lussemburgo (56%), Spagna e Belgio (51%) e Slovenia (50%) sono i più propensi a ricordare di aver ricevuto informazioni.
Gli intervistati in Portogallo (13%), Paesi Bassi (15%), Estonia Ungheria (19%), (21%) e Austria (23%) sono quelli che ricordano meno di aver ricevuto questo tipo di informazione.
L’Italia con il 31% si posiziona sotto la media.
Quasi ad un terzo degli intervistati (30%) il medico ha consigliato di non prendere antibiotici inutilmente. Una percentuale simile di intervistati (29%) ha dichiarato di aver visto una pubblicità in TV,mentre il 15% ha dichiarato di aver letto qualcosa sui giornali. Il ruolo svolto dai medici è particolarmente importante in Ungheria e Italia (59%), Romania (53%), Repubblica ceca (48%), Austria (44%), Slovacchia (43%) e Portogallo (40%). Gli intervistati in Francia (10%), Svezia (13%), Malta (16%), Irlanda e Lettonia (19%) sono stati i meno propensi a parlare di un medico come fonte di informazioni.
L’efficacia delle informazioni ricevute non è stata alta. Quasi due terzi degli europei, infatti, (62%) hanno dichiarato che le informazioni ricevute nel corso degli ultimi dodici mesi non ha modificato il loro punto di vista sugli antibiotici.
Commenti
Ho riassunto qui brevemente solo i dati più salienti, ma i risultati che emergono devono far riflettere sia gli operatori sanitari sia la pubblica amministrazione.
La popolazione italiana risulta tra le meno informate d’Europa sull’uso degli antibiotici (non oso pensare sui farmaci in genere!).
Bisogna considerare che le resistenze batteriche agli antibiotici son dovute principalmente all’uso improprio in primis da parte del medico, ma anche da come il paziente segue la prescrizione medica. La popolazione dei paesi nordici risulta la più informata e non è un caso che in questi paesi ci sia la minore incidenza di resistenze batteriche. Questo assume ancora più rilevanza se si considera che non ci sono antibiotici nuovi in sviluppo (e probabile non ne avremo per i prossimi 10 anni). E’ imperativo che quelli che abbiamo vengano preservati.
Il medico, in tutta Europa ma soprattutto in Italia, è risultato la maggior fonte di informazione per i cittadini. Questo deve essere considerato nei programmi di informazione e formazione.
Infine un occhio alla scuola, dove sarebbero auspicabili programmi di educazione sanitaria in generale e sui farmaci in particolare. Il dato che emerge, scoraggiante e comune a tutta l’Europa, è che gli studenti sono risultati i meno informati.
Risulta difficile accettare che operai, manager, casalinghe e pensionati sappiano meglio degli studenti (anche universitari!) che gli antibiotici non sono attivi sui virus”.
Magnetic targeting enhances engraftment and functional benefit of iron-labeled cardiosphere-derived cells in myocardial infarction.
Il Dott. Dario Siniscalco (II Università di Napoli) informa che ricercatori del Cedars-Sinai Heart Institute di Los Angeles hanno infuso cellule staminali cardiache inglobanti micro-particelle di ferro in ratti affetti da infarto del miocardio (Cheng K, Li TS, Malliaras K, Davis D, Zhang Y, Marbán E. Circ Res 2010, in press).
Applicando un magnete esterno, i ricercatori hanno guidato le cellule staminali verso l’area del cuore danneggiata ed hanno verificato che il cuore aumenta la sua capacità di ritenzione di tali cellule: si verifica infatti una minore migrazione delle cellule staminali trapiantate in altri organi. Inoltre, l’analisi ecocardiografica ha mostrato un aumento della funzionalità cardiaca. Questa procedura aumenta il beneficio terapeutico delle cellule staminali nelle patologie cardiache.
Dall’archivio della SIF
L’intervento del Prof. Tonini al 34° Congresso Nazionale della SIF
(Rimini, 14-17 Ottobre 2009)
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Dall’archivio del Prof. Francesco Clementi (Università di Milano)
Una seduta dell’Accademia Medica Lombarda a Milano. Il primo importante forum scientifico animato dai farmacologi milanesi (circa 1956).
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SIF - Informa n° 17 del 04 Maggio 2010
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