ARCHIVIO

SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
SIF - INFORMA


Newsletter N°67 del 21 Ottobre 2008


Versione stampabile (PDF)

 


Sommario


o Centro di Informazione sul Farmaco della SIF: rapporto di collaborazione del con la rivista Punto Effe

o Segnalazione di un interessante lavoro pubblicato su Nature Genetics (Jaks et al.)

o Giovanni de Gaetano ci ha scritto a riguardo della “Bio-banca dei Moli-Sani”

o Seminario di Pontignano - Il parere dei docenti: Prof. Sisto Luciani

o Commenti al XII Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini

o Corso di Addestramento in Neuroscienze Comportamentali



Centro di Informazione sul Farmaco della SIF: rapporto di collaborazione del con la rivista Punto Effe

Le Dott.sse Arianna Carolina Rosa (Università di Torino) e Maria Rosa Luppino (Università di Messina) informano che, nell’ambito dell’attività di informazione e formazione sul farmaco svolta dalla SIF attraverso il Centro di Informazione sul Farmaco, è stato stabilito un rapporto di collaborazione con la rivista Punto Effe. La rivista, pubblicata con cadenza bisettimanale, aggiorna tutti i versanti di pieno interesse per il farmacista: la professione, la scienza, la ricerca, le arti, la cultura e le varie umanità, spaziando su ogni tema; viene inviata a titolari di Farmacia, Enti locali e Asl, aziende del settore farmaceutico e opinion leader ed è consultabile gratuitamente on-line. Nell’ambito di questa interazione, alcuni redattori di SIF-Farmaci in evidenza, già da alcuni mesi, si occupano di approfondire alcune tematiche di Farmacovigilanza e di Farmacoterapia, con particolare riferimento all’automedicazione.



Segnalazione di interessante lavoro pubblicato su Nature Genetics
(Jaks et al. Lgr5 marks cycling, yet long-lived, hair follicle stem cells., Nat Genet. 2008; doi 10.1038/ng.239)

Il Dott. Dario Siniscalco (Dipartimento di Medicina Sperimentale, II Università di Napoli) comunica che un interessante lavoro pubblicato su Nature Genetics (Jaks et al. Lgr5 marks cycling, yet long-lived, hair follicle stem cells., Nat Genet. 2008; doi 10.1038/ng.239) riporta una nuova proprietà per le cellule staminali della pelle. Lo studio afferma che cellule quiescenti nei follicoli dei bulbi piliferi presentano attività di cellule staminali, e soprattutto possono dividersi attivamente e auto-trasportarsi attraverso il tessuto dell’epidermide.
Infatti, Janks ed i suoi collaboratori del Karolinska Institutet, dimostrano che cellule Lgr5-positive, marker specifico delle cellule staminali intestinali, fanno parte di una popolazione cellulare staminale multipotente e proliferante. Tali cellule sono in grado di formare nuovi follicoli e dare luogo a tutti i tipi cellulari per un lungo periodo di tempo. La progenie cellulare Lgr5-positiva è in grado anche di ripopolare altri “compartimenti” cellulari staminali, indicando l’esistenza di una gerarchia “staminale”. La crescita di queste cellule è governata dal sistema Hedgehog. Mutazioni nei geni che controllano tale sistema possono provocare ritardi nella de-attivazione della crescita cellulare, aumentando così il rischio di cancro.
Queste nuove informazioni possono essere utili al fine di delucidare i processi molecolari alla base dei tumori della pelle.



Giovanni de Gaetano ci ha scritto a riguardo della “Bio-banca dei Moli-Sani”

Il Socio Prof. Giovanni de Gaetano (Director, Research Laboratories "John Paul II" Center for High Technology Research and Education in Biomedical Sciences, Catholic University, Campobasso) ci ha scritto quanto segue: “Mentre le borse crollano e le banche di tutto il mondo sono in gravi difficoltà, una banca non quotata a Piazza Affari continua ad accumulare tesori al servizio della comunità locale e internazionale… Con un fugace, ma speriamo, efficace passaggio per la Camera dei Deputati... Buona lettura a tutti”.
Articolo fatto pervenire dal Prof. de Gaetano, tratto da “NUOVO oggi MOLISE” del 17/10.



Seminario di Pontignano: il parere dei docenti

Il Prof. Sisto Luciani (Università di Padova) ha scritto: “Sono un assiduo frequentatore dei Seminari di Pontignano che ogni anno offrono a dottorandi e docenti un’eccellente occasione di presentare i risultati delle loro ricerche nell’ambiente gradevole e austero della Certosa, dove, in un clima sereno e impegnato, si confrontano esperienze e osservazioni realizzate nei laboratori di farmacologia del nostro paese. Devo dire che nel complesso sono entusiasta della mia partecipazione ai seminari che risale all’inizio di questo secolo (2001). Tuttavia, poichè mi viene richiesto di esprimere un parere motivato, cercherò di superare questo mio pregiudizio positivo e di analizzare pregi e difetti di questo evento annuale. Tra i pregi va citato in
primo luogo l’impegno intelligente e la dedizione di Giampietro Sgaragli e dei suoi collaboratori che ogni anno sostengono l’onere della organizzazione cercando costantemente di migliorare da ogni
punto di vista la riuscita dell’incontro. Un altro pregio, a mio parere, è rappresentato dalla opportunità che viene offerta, anche al di fuori del programma ufficiale, di incontro e scambio di idee tra i
docenti e gli allievi dei vari laboratori. La discussione e lo scambio di informazioni, anche di carattere tecnico, tra i gruppi di ricerca, meglio se stimolata dai coordinatori, rappresenta uno degli aspetti
più interessanti e peculiari di questi incontri. E’ molto raro che questo tipo di scambio di idee avvenga nei tradizionali congressi o meetings. Per venire agli aspetti critici e ai suggerimenti, vorrei
citare la partecipazione dei dottorandi alla discussione delle comunicazioni e dei poster. Nonostante gli sforzi degli organizzatori di mettere insieme argomenti affini nelle varie sessioni e il lodevole
impegno dei chairmen nello stimolare la discussione, la partecipazione dei dottorandi è praticamente nulla. Quali possono essere i suggerimenti per risolvere questo problema? Non è facile: un premio
per le migliori domande? Oppure l’invito ai dottorandi a concludere così la loro presentazione: colleghi fatemi una domanda, ho pronta un’ottima risposta! Per concludere suggerisco di continuare con la interessante iniziativa inaugurata nell’ultimo seminario (2008) di invitare un ricercatore che ha raggiunto la maturità della sua vicenda scientifica e umana ad illustrare le principali tappe e i risultati della sua ricerca e alcuni giovani ricercatori a presentare motivazioni e difficoltà del percorso accidentato ed entusiasmante della ricerca. Lunga vita ai Seminari di Pontignano.


Commenti al XII Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini

Matteo Malinverno (Dip. Scienze Farmacologiche, Università di Milano)
Ho partecipato al congresso per dottorandi per in farmacologia e scienze affini per la prima volta quest’anno e devo innanzitutto esprimere il mio apprezzamento per la bellissima location scelta. Ritengo che il congresso sia una importante opportunità per tutti i dottorandi poiché viene data loro la possibilità, altrimenti rara, di presentare il proprio lavoro ad una platea di scienziati sia del proprio livello, sia di grande esperienza, di poter confrontare opinioni e ricevere, ma anche esprimere, consigli o critiche.
La sezione delle presentazioni orali dei dottorandi del terzo anno è stata ben organizzata dando ai relatori un tempo adeguato, solitamente seguito da ampie discussioni. Per quanto riguarda la sezione dedicata ai dottorandi più giovani, ritengo sia abbastanza inutile portare un poster che non viene nella maggior parte dei casi guardato, dal momento che ogni lavoro viene esposto oralmente. Si potrebbero esporre tutti i poster insieme per l’intera durata del meeting lungo il porticato, per dare la possibilità a tutti i partecipanti, magari nei momenti di pausa, di poterli osservare. Infine penso sarebbe utile invitare i professori presenti come moderatori a tenere un seminario sul proprio lavoro.

Roberta Epis (Dip. Scienze Farmacologiche, Università di Milano)
Ritengo che il Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini sia stato ben organizzato ed offra una buona possibilità agli studenti di dottorato. È importante, infatti, imparare ad esporre il proprio lavoro davanti ad un pubblico competente e imparare ad argomentare i risultati ottenuti durante le discussioni. Sarebbe opportuno però che, almeno le presentazioni dell’ultimo anno, venissero proposte in inglese.
Inoltre, si potrebbero invitare i professori già presenti come moderatori a tenere delle letture, dedicando possibilmente almeno 40 minuti per ogni intervento in modo da poter offrire un’ampia introduzione per chi lavora su temi diversi. Questi interventi, però, non dovrebbero essere tenuti la sera dopo cena, perché è molto difficile mantenere la concentrazione dovuta.
L’organizzazione delle presentazioni degli studenti dei primi anni di dottorato andrebbe invece modificata. È inutile chiedere agli studenti di preparare un poster che non viene poi utilizzato. Se si volesse continuare a richiedere il contributo dei poster questi dovrebbero restare esposti per tutta la durata del congresso in uno spazio comune, quale ad esempio il chiostro esterno, in modo da essere facilmente accessibili in ogni momento.



Corso di Addestramento in Neuroscienze Comportamentali
Istituto di Neuroscienze del C.N.R., Sezione di Roma, 1-3 Dicembre 2008

È stato valutato in 127 milioni il numero di persone che, in Europa, soffrono di malattie genetiche e/o neurodegenerative a carico del sistema nervoso centrale. Data la complessità dei meccanismi alla base delle alterazioni di specifiche aree cerebrali che portano a disfunzioni comportamentali fortemente invalidanti, il loro studio richiede l’uso di strumenti di ricerca sofisticati e, soprattutto, multidisciplinari. In questo contesto, la possibilità di associare una specifica disfunzione comportamentale ad una precisa alterazione cerebrale o, in modelli animali di neuropatologie, di anticipare un danno cerebrale a partire da una anomalia del comportamento sottolinea l’importanza di integrare diversi approcci complementari. Questo corso ha quindi come obbiettivo di offrire una panoramica delle principali tecniche d’indagine comportamentale e, nello stesso tempo, di aprire una riflessione sui pro e cons di particolari strumenti e modelli.
Il corso si svolgerà a Roma il 1-3 Dicembre 2008, Istituto di Neuroscienze del C.N.R., Sezione di Roma.



 

Buona Lettura

 

Società Italiana di Farmacologia
Segreteria organizzativa
Viale Abruzzi 32 - 20131 Milano
Tel 02 29520311 – fax 02 29520179
Sito Web:
http://www.sifweb.org
E-mail:
sif.farmacologia@segr.it; sifcese@comm2000.it
 


I numeri precedenti
sono disponibili, in formato PDF, alla pagina "Newsletters" di questo sito

 

Nella consapevolezza che le e-mail indesiderate sono oggetto di disturbo, vi informiamo che il vostro indirizzo viene conservato e trattato nel rispetto del DL 196/03 e in qualsiasi momento potrà esserne richiesta la modifica o cancellazione come previsto dall'articolo 13. Tutti i destinatari della e-mail sono in copia nascosta (Privacy L. 75/96). Qualora non intendeste ricevere ulteriori comunicazioni vi prego di inviare una risposta all'indirizzo sif.farmacologia@segr.it con oggetto: CANCELLA.

 



 Webmaster: Federico Casale (sif@unito.it)

Ultimo aggiornamento: Ottobre 2008